lunedì 30 maggio 2005

LA POSSIBILITA' DI FAR VIVERE


la striscettina in alto a sinistra vuole essere una testimonianza e un invito.
c'è una legge. e ci sono delle posizioni etiche e morali. quali che siano vanno consapevolmente difese. o si o no, il non so lasciamolo ai sondaggi e ai bambini.
l'abrogazione della legge di fatto offre solo la possibilità a chi la pensa diversamente di esercitare un diritto che all'altro non toglie nulla.
una delle più grandi paure di una donna è quella di non poter avere un figlio. sì c'è l'adozione ma, permettetemi, non è la stessa cosa. una donna che non riesce a procreare non ne sarà certo felice, no? la scelta di ricorrere alla fecondazione assistita è dolorosa. ed è un cammino lungo, fatto di prelievi, tentativi, attecchimenti, speranze. ma è un cammino che spesso restituisce alla donna fiducia e autostima.
io non so se lo farei, ma sarei felice di averne la possibilità, sarei felice di non dover prendere un mutuo per andare all'estero a fare quello che, visto che chiediamo permesso al vaticano anche per pisciare, qui non mi sarebbe concesso fare.
il mondo medico è diviso e non esiste cmq una visione chiara, netta e precisa del momento in cui un ammasso di cellule possa definirsi un uomo. credo che sia una cosa troppo personale per essere legiferata. è un'etica troppo delicata per essere forzatamente condivisa. non si parla di bambini ma di embrioni e feti.
per quanto riguarda il no alla fecondazione eterologa francamente non lo capisco. se una coppia può adottare un bambino figlio di altre persone perchè non può far nascere un bambino che non è geneticamente figlio suo al 100%? una donna trasmette anticorpi, sensazioni, musiche, comportamenti, gioia al bambino che cresce dentro la sua pancia e questo indifferentemente se nasca da un suo ovulo e dal seme di suo marito o dall'ovulo di un altra o dal seme di un altro. non è figlio della coppia. bene, vero. ma allora i figli di primo letto di genitori che poi si risposano?
se a questo referendum vinceranno i sì, come mi auguro, e dal canto mio mi faccio 500 km in due giorni per dare il mio modesto contributo affinché questo accada, sarà una vittoria per tutti. e molte, purtroppo sono tante, donne potranno crescere dentro di sé un figlio, una vita.

EDIT delle 17:30
in un commento (per ora l'unico ^^') mi si fa notare che l'astensionismo non significa "non so". beh, in realtà può anche significare "sono impossibilitato a votare". voglio dire, i miei nonni hanno 174 anni in due difficile che vadano a votare, mia sorella, invalida al 100%, è iscritta cmq alle liste elettorali ma non andrà a votare. e io quello lo accetto, è normale. se anche mi dici: "non vado a votare perché non sono riuscito a documentarmi sulla legge per cui non me la sento di esprimere un parere" ci sto, è giusto (ed è il "non so"). però io credo che se si è sicuri della propria idea e della propria opinione bisogna prendersene le responsabilità e andare a votare. ripeto, io non entro nel merito anche perché è un campo quantomeno delicato. io ho le mie idee e le porto avanti. mi piacerebbe che lo facessero anche quelli che non la pensano come me. altrimenti finiscono nel calderone del "non so", appunto.

5 commenti:

  1. Ciao...
    non voglio entrare nel merito del sondaggio (come dici tu le opinioni sono personali)...

    Ma il non andare ha votare non è un "non so"... inutile che ci prendiamo in giro... ;-)

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  2. No, il non andare a votare è un "mi pesa il culo e/o non me ne frega niente". Chi non esprime la propria opinone non dovrebbe meritare di essere proprio preso in considerazione. Proprio perchè decide di non farsi avanti per quello che è un suo dovere (il voto, anche per un referendum, pochi se ne ricordano, non è solo un diritto). E' facile starsene seduti e parlare, ma poi quando si deve fare qualcosa, a questo punto le cose cambiano, in genere nessuno si fa avanti.
    Io vado a votare, e mi faccio non so quanti km per farlo, si o no non ha importanza.
    Sono con te Cesca.

    Mr. Pink

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  3. il problema del non andare a votare non e' l'azione in se', quanto, purtroppo, il quorum. per quanto mi riguarda e' una cosa che andrebbe abrogata, in modo che coloro veramente intenzionati ad esprimersi sui questiti che di volta in volta vengono proposti possano farlo sapendo che il loro parere verra' sicuramente ascoltato e non ignorato perche' c'e' gente che non vuole assumersi la responsabilita' del proprio futuro.
    Misato-san

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  4. Allora, sono d'accordo sul fatto che chi fosse impossibilitato a recarsi a votare sia moralmente esentato dal farlo. In fin dei conti, non si può pretendere l'impossibile.
    Ma il non so lo si può esprimere benissimo votando scheda bianca, disegnandoci sopra dei simpatici ghirigori art noveau, barrando tanto il si quanto il no.

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  5. ;)

    appena finisco di lavorare scriverò delle cose che ho in mente sull'argomento, per ora non mi sbottono, anche se fa caldo.

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