mentre eravamo a Bergamo (sì giovedì abbiamo fatto GR-BG-GR in meno di 18 ore, applauso, grazie) mi sono arrivate tipo 13 telefonate da una persona che conosco bene, una mia ex compagna di classe, ex compagna di scout, ex compagna di banco, ex tante cose. m'è preso, chiaramente, un coccolone. ho pensato alle tragedie più tragediose che potevano essere capitate e mi si prospettava l'appuntamento con un qualcosa che non volevo sapere. mi sono fatta coraggio e l'ho chiamata. nulla di tutto questo. stiamo organizzando una cena tutti insieme, ci farebbe veramente piacere che tu ci fossi. io? sei sicura? forse 10 anni vi sono bastati per capire che non sono quella stronza che pensavate io fossi. o forse lo ero, chissà. d'altronde io ero quella che NON DOVEVA avere problemi: famiglia benestante, bene a scuola da sempre, simpatica ai prof...già. non vedevate i miei 100 kg, la disabilità di mia sorella...e io non potevo proprio parlarvene, non avreste capito. non sapevate che nei negozi capitava che mia sorella andasse vicino agli altri clienti e che loro si pulissero la pelliccia. non sapevate che non uscivo in cortile a ricreazione perché vedere quel ragazzo ridere era una coltellata dritta dritta al cuore. e anche se l'aveste saputo credo francamente che non avreste saputo che farci. la nostra classe era un tale amalgama di problemi che uno psicologo ci avrebbe campato per anni: avevamo la ragazza razzista, la ragazza mulatta, la ragazza rimasta incinta a fine terzo anno, la ragazza anoressica, quella picchiata dai genitori, quella che beveva, il ragazzo che si uccideva di canne...i loro problemi erano peggiori dei miei perché venivano raccontati e influivano sul rendimento scolastico. io, di Ale, non ho mai parlato a nessuno dei prof. non ho mai usato i miei problemi familiari come alibi per non impegnarmi nelle cose, anzi. mi è stato insegnato, dai miei e dalla vita, che non tutti hanno la fortuna di un cervello che funziona e che era mio dovere, anche nei confronti di mia sorella e di tutte le persone meno fortunate di me, farlo funzionare sempre al meglio e al massimo.
senza rancori, chiaramente, sono passati 10 anni e ora i miei pianti notturni di allora sono lontani anni luce. però lo stupore che si siano ricordati di me, che ci tengano alla mia presenza, beh, quello rimane. ho saputo che ci sono state altre cene, in questi 10 anni, almeno 1o 2. l'ho saputo, per caso, dopo. perciò perdonatemi lo stupore.
poi ci andrò, ben inteso. mi fa piacere mettermi di fronte ad uno specchio che mi presenti la me stessa di 10 anni fa. mi fa piacere rivedere persone con cui ho passato 5 anni che, cavoli, proprio pochi non sono. mi farò GR-RM-GR in meno di 24 ore ma ormai è nella media.
non voglio fare la cinica e la dura...il fatto che mi abbiano chiamato mi ha sì stupito ma mi ha anche fatto tantissimo piacere. forse con la maturità dei nostri quasi 30 anni ci sarà anche possibilità di riallacciare o allacciare ex-novo qualche bel rapporto. quasi quasi ci spero pure, tié.
lunedì 19 dicembre 2005
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
...vedrai, sarà piacevole!
RispondiElimina...ma che sei venuta a fare nella mia città???
;-)
Fossi in te, non ci farei tanto affidamento.... ma io sono cinico e non credo nelle persone.
RispondiEliminaA presto.
Mr. Pink