martedì 13 dicembre 2005

Il fine settimana passato ci ha visti alle prese con pubblicazioni (avviata la trafila), fiori (visto qualcosa, capito cosa non voglio), viaggio (siamo con le idee più confuse di prima e lo scazzo a mille).
ma mi ha visto anche seduta ad un tavolo con Greg finalmente soli a parlare un po’. È tanto quello che abbiamo da raccontarci. E mentre la cena scorre ci si racconta il vissuto, i problemi, quello che ci preoccupa. Chissà perché è più facile condividere uno scazzo che una gioia…mi parla del lavoro che ha lasciato, gli parlo della QFS, del bisogno di condividere questo momento bellissimo e unico e dell’impossibilità di farlo perché siamo lontani dai nostri amici. Alla fine della cena parliamo di architettura, sai forse farò questo lavoretto ma non so, ti spiego. Ci facciamo prestare una penna e quel tavolo di ristorante cinese si trasforma in uno dei tanti banchi che ci hanno visto scambiarci pensieri architettonici e non. Le idee vengono, è come se il mio cervello si fosse svegliato dal torpore in cui qui è costretto: faccio la caddista, è inutile negar(se)lo. Alla fine andiamo via, ci fermiamo in macchina nel punto panoramico più bello della mia zona. Accanto a noi l’amore scopre le sue carte in macchine appannate. Forse siamo gli unici a parlare, qui. E le parole iniziano ad avere un peso. Si parla di sentimenti, di sesso, di amore. Si parla senza imbarazzo, come sempre. Chissà perché non sono mai riuscita a parlare di sesso con una donna mentre con un uomo è così spontaneo. Ci confrontiamo su mie confusioni recenti, ci confidiamo voglie e dubbi come a voler conferma dall’altro che è normale averne. E poi mi parla della persona con cui sta. E per la prima volta usa la prima persona singolare del verbo Amare. Lo conosco da 10 anni, da sempre ci siamo raccontati la vita e mai, mai, l’ho sentito usare quel verbo. Sempre mille dubbi, mille incertezze. Sì, stiamo insieme, ma, forse…lo so, lo conosco, lo sento che questo lo spaventa ma lo trovo sentimentalmente più sereno di quanto ricordi averlo mai visto. Deve ancora affrontare delle cose e delle persone, il percorso che ha deciso di seguire, il SUO percorso, non è facile ma mi sembra più consapevole di sé stesso di quando seguiva il binario del ciò che mi aspetto da te. Alla fine è ora di andare via…buonanotte, amico mio. E grazie, di esserci.

un altro amico, comune, una cena al volo prima di partire. Mimmi e Bene risplendono di luce propria, si direbbe. Lui ha un sorriso da pubblicità di dentifricio ma fa l’uomo duro che vuole nascondere la debolezza di una gioia in fieri, lei ha i tratti morbidi come mai li ha avuti, forse sarà per quel chilo e mezzo circa di Michele che le nuota dentro…chissà…


Un we per capire, da noi e dagli altri, che siamo cresciuti…e che non ci dispiace affatto.

 


2 commenti:

  1. scusa, ma da quando hai delle difficoltà a parlare con me di sesso???ma se non facciamo altro;-)
    un bacetto cicci, mi spiace di non essere riuscita a vederti!

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