martedì 13 settembre 2005

CANZONI


mi domando spesso perchè determinate canzoni siano in grado di darmi la serenità...le ascolto e sento come una pace interiore, un qualcosa che non so spiegare.
io sono molto sensibile alla musica, al timbro e alla tonalità. ci sono tonalità (le minori) che mi fanno vibrare qualcosa dentro e mi danno emozioni fortissime. sarà che sono un tipo malinconico. ci sono accordi e sequenze musicali che mi fanno piangere in automatico, come se qualcuno spingesse un interruttore. ma le canzoni che mi danno serenità hanno accordi, timbri e tonalità diverse tra loro.
stamane mentre facevo la fisioterapia, dopo una nottata quasi in bianco per il mal di testa, improvvisamente ho capito.
anni fa, molti, era il 1989, i miei presero in affitto una casa al circeo a luglio. casa nostra, anche nelle vacanze, è sempre stata un porto di mare. in quel mese vennero a trovarci colleghi di mio padre, amici dei miei, zii vari (la voglia di ospitare è congenita a quanto pare). e si usciva, ogni sera. si andava a terracina, si passeggiava, si prendeva il gelato, si chiacchierava. all'alba dei miei 13 anni vedevo quel mondo di luci e colori e lo trovavo bellissimo e pronto a ricevermi. mi vedevo bella e piena di possibilità. le minigonne mi stavano da dio e mi piaceva sentirmi osservata per strada. insomma ero piena di aspettative, serena, impaziente. il sonoro di quella vacanza erano canzoni non mie, non della mia età. mio padre aveva comprato dei cd degli anni 70, ne aveva fatto le cassette e le teneva in macchina. così mentre Venditti cantava "sotto il segno dei pesci" o Rino Gaetano "Gianna" io fantasticavo sul mio futuro spendido, sulle infinite future meravigliose estati a venire.
solo che.
solo che le cose poi non andarono affatto così. e l'estate del 1989 rimane l'ultima veramente serena della mia vita. l'ultima in cui ho sentito di potermi fidare della gente. l'ultima in cui ho fantasticato del mio futuro. dall'estate del '90 il futuro è diventato fatto di giorni, un passo alla volta e non sporgerti troppo in là ché puoi cadere, e lo sai. anni a programmare tutto per avere il minimo margine di incertezza, anni senza immaginare, senza sognare troppo, rimproverandosi ogni sogno e ogni aspettativa.
no, no. sono stata felice da allora. la cosa più bella della mia vita, il suo amore, me l'ha data Tiziano e me l'ha data dopo quell'estate. ma mi costa tanto ammettere che serena, no, non lo sono stata più.
che non ho creduto più a canzoni come credetti in quelle. che da allora ho dovuto fare i conti con qualcosa che, cavoli, non era proprio giusto fosse accaduto a me. che c'è sempre inquietudine e paura in un angolo del mio cuore. l'odio è andato via ma i segni restano. restano anche se ormai hai capito qual'era il tuo margine di colpa e ti sei perdonata.
però è da quel burrascoso periodo, da quegli anni a cavallo tra il 90 e il 92 che non scrivo più i testi delle canzoni sul quaderno, sul mio canzoniere. ci ho provato all'università ma non avevavo più lo stesso sapore. c'è un pezzo di una canzone di Baglioni che dice "a metà della speranza io cambiai percorso. e poi non ho più corso". ecco.
forse dovrei essere in grado di spiegare questo a chi mi chiede perché conosco i testi delle canzoni degli anni 60 e 70, poco di quelle degli anni 80, quasi nulla da allora. eppure la musica continua ad accompagnarmi e riesce a farmi esprimere benissimo. no, le parole delle canzoni le so. mi basta sentirle due volte e le ho imparate, è così da sempre. ma è come se trovassero una barriera. entrano dentro ma non possono andare in profondità.
però a volte, in una vecchia cassetta o in un cd, c'è una di quelle canzoni ed è bello, seppure per quei 4 o 5 minuti, sentirmi serena. totalmente.

2 commenti:

  1. Le colonne sonore della vita. Fino ai 18 anni circa ho sempre ascoltato solo musica inglese, senza capire un accidenti di quello che dicevano i testi. Poi ho iniziato ad interessarmene, ed ho scoperto cose che prima non sapevo. Alcune canzoni le ho ripudiate, altre le ho amate ancora di più. Penso che nulla più della musica possa veicolare i ricordi. Perchè sta lì, in maniera non ingombrante, ma presente nella nostra vita, in qualsiasi momento. Ci accompagna, ci emoziona, ci assilla quando si infila prepotentemente nella nostra testa.

    A proposito di peli rossi o colorati, non c'è più feria dell'oreal? Si può usare anche per altre parti corporee, senza esagerare! :P

    Mr. Pink

    P.s. Se vuoi ne faccio un pacchetto e te li spedisco, ne avanzano sempre quando mi rado, ma la cosa mi pare un tantino sconveniente e schifosa.

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  2. Adoro il tuo modo di scrivere, davvero. E quanto alle canzoni che dire se non che anche per me sono spesso come piccole dita pronte a suonare le corde dell'anima, a volte in modo dolce, altre con violenza, ma sempre con suoni che lasciano il segno!
    A presto! :)

    Ps. sono un segno d'acqua

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