Riemergo da una piacevolissima congiuntivite che mi costringe agli occhiali (e chiunque sia portatore sano di lenti a contatto capisce la tragedia) da ormai 3 giorni.
oggi pomeriggio ho chiamato un’Amica, è stato bellissimo. Abbiamo parlato con profondità, avrei voluto abbracciarla e farla stare meglio per quanto possibile, anche se in questo momento deve imparare a stare meglio con se stessa, ed è un percorso che deve purtroppo fare per la maggior parte da sola. Ma oggi ho ricevuto un Dono, il Dono delle sue emozioni, dei suoi pensieri, dei suoi dubbi, di qualcosa di profondo della sua vita…e per questo Dono le sono infinitamente grata e anche se non gliel’ho detto espressamente spero che lei abbia capito che le voglio veramente molto bene, spero di poter fare qualcosa, in questo momento posso solo esserci, per quando lo vorrà e ne sentirà il bisogno.
è da questi Doni che capisco quanto una persona sia importante nella mia vita…e mi rendo conto che per me è molto difficile darne. Una cosa del genere mi è successa una sola volta, con uno scritto…una di quelle cose che sei seduto alla tastiera scrivendo ad un amico e tutto ad un tratto i pensieri finiscono su carta senza passare per la parte razionale del tuo cervello. E tu finisci su carta, coi tuoi ricordi, il tuo vissuto, gli odori, i colori, i desideri, le paure, tu sei più che nuda e i tuoi vestiti sono diventati caratteri e lettere che formano parole di senso compiuto…quegli scritti, in totale una decina di pagine, sono ciò che di più intimo io abbia mai dato ad una persona, non è un caso che solo quattro persone, oltre me, li abbiano letti. Dare me stessa per me è veramente difficile…c’è stato un periodo in cui ne avrei avuto un grande bisogno, ma erano cose così grandi e personali che non avrei potuto dividere con i miei coetanei quattordicenni. Rileggendo il mio diario di allora mi sono resa conto che neanche lì riuscivo a tirar fuori quello che veramente mi squassava l’anima…mi è stato tolto molto, la cosa più grande che ho perduto è stata sicuramente la capacità di riporre fiducia in qualcun altro. C’è una sola persona di cui non ho mai dubitato fin da allora, ed eravamo praticamente poco più che amici, e non a caso è la persona con cui ho scelto di dividere la vita. Quattordici anni fa mi dicevo che ero stata fortunata perché avevo riportato a casa un pezzetto di pelle…a conti fatti ho perso molto di più. Ho perso la capacità di vedere il mondo con ingenuità, ho perso la possibilità di credere che gli esseri umani sono buoni a priori, ho perso la capacità di raccontarmi, di sfogarmi, di tirare fuori il mio mondo interiore. Ho paura di mostrarmi vulnerabile, ho paura che le mie debolezze possano essere usate contro di me…so ascoltare, so capire, so consigliare se richiesto…ma non so parlare di me. Sto piano piano reimparando, ma è difficile. E lo so che potrebbe sembrare offensivo nei confronti degli amici ma non posso farci nulla. Io parlo di me in realtà. C’è stato un periodo in cui parlavo molto di quello che mi era successo ma parlavo in termini di fatti, mai di emozioni…forse perché parlando dei fatti toglievo il mio vissuto e soffrivo meno. Anche con Tiziano è sempre stato così…ma con lui è anche più difficile e per questo di quelle quattro persone è stata l’ultima a leggere quelle pagine…parlare con lui del mio vissuto è strano: da un lato sto male io nel ricordare, dall’altro ho la consapevolezza che sta male lui, anche se non me lo dice lo sento irrigidirsi nel letto…sento che si sente inadeguato e ferito dal non aver potuto evitare quelle cose alla sua donna. E così non parlo. Sono andata avanti anni e anni a dire che “si, va tutto bene, ora mi passa, non è niente, si lo so sto ingrassando ma sai è che mi piace mangiare”. Stronzate. È che il cibo non ti tradisce, le persone sì. Tutto qui. Semplice no? Io lo sapevo, ma avevo semplicemente paura di fidarmi di nuovo. Avevo Tiziano ma non mi bastava, lui è tanto ma non è tutto il mondo, non ci può bastare riporre il nostro patrimonio di fiducia tutto in una sola persona. Ora ho semplicemente capito che anche io merito di essere felice, ergo posso esserlo. Nessuno ha più in tasca le chiavi della porta che chiude il mio mondo da quello esterno e Barbara sta tornando ad essere una persona qualunque. Ma il Dono, la Confidenza…ho ancora paura…
sabato 25 settembre 2004
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La capacita' di avere fiducia in un'altra persona non e' da tutti... vorrei non averla persa cosi' tanta.
RispondiEliminaSi, dovresti parlarne di piu' con lui...in due ci si fa forza e si dividono i dolori...credo.
La capacita' di avere fiducia in un'altra persona non e' da tutti... vorrei non averla persa cosi' tanta.
RispondiEliminaSi, dovresti parlarne di piu' con lui...in due ci si fa forza e si dividono i dolori...credo.
La capacita' di avere fiducia in un'altra persona non e' da tutti... vorrei non averla persa cosi' tanta.
RispondiEliminaSi, dovresti parlarne di piu' con lui...in due ci si fa forza e si dividono i dolori...credo.
La capacita' di avere fiducia in un'altra persona non e' da tutti... vorrei non averla persa cosi' tanta.
RispondiEliminaSi, dovresti parlarne di piu' con lui...in due ci si fa forza e si dividono i dolori...credo.
Mi ero dimenticata di dire... capisco bene cosa si prova quando si passa dalle lenti a contatto agli occhiali!!! Che odio! *_*
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