Ho appena finito di ripulire il mio armadio da tutte le cose che ormai non mi stanno più…in pratica circa 10 paia di pantaloni sono finiti nello scatolone del ‘non si sa mai’ che però non porterò con me…sono soddisfazioni…
laNicka in un commento mi ha fatti ripensare alla canzone Mary dei Gemelli Diversi…se la conosco? Ce l’ho marchiata a fuoco sulla pelle…stasera l’ho risentita…ho dovuto metterla a ripetizione in modo che tornasse canzone. Sono scappata anche io anni fa…l’università, Tiziano…non mi avrebbero in realtà impedito di frequentare la mia città, la mia è stata una vera e propria fuga…non volevo vedere ed essere vista. L’anno scorso ho iniziato a lavorare proprio al centro di questo posto che ho odiato con tutta me stessa per il suo provincialismo e per i suoi giudizi pesanti e senza appello. 14 anni fa la gente sapeva, sapeva di me, sapeva di Barbara, nessuno ha mosso un solo dito, né la lingua per chiederci se andava tutto bene. No, non andava tutto bene. Ma la gente pensava più ad alimentare la sua morbosità e ad appiccicare etichette. Quel cartellino del prezzo non me lo sento più tra le scapole solo da poco tempo. Lavorare qui alla fine mi ha aiutato ma tornare la sera col buio i primi tempi era una lotta con me stessa. E ora vado via di nuovo ma stavolta non è una fuga, vado via a testa alta…tempo fa una persona a cui voglio molto bene mi disse che ora che uno dei due è morto ha deciso che non si farà seppellire in quel cimitero perché è stato sporcato…credo sia quello che provo anche io…se non ci fossero i miei qui credo non ci tornerei mai più. Ho scoperto l’odio, e so che non potrò mai tornare indietro…l’amore passa, si trasforma, diventa qualcos’altro…l’odio è assoluto, senza ritorno, senza perdono, senza pietà. Ed è una liberazione perché finalmente proietto fuori tutto il disprezzo che avevo provato per me stessa. Ma non è così facile. È anche una condanna, a vita, e lo so. Perché è imprevedibile perché non so quando uscirà fuori con violenza e volgarità…perché lo capisco solo io. Se fossimo tanti a provarlo per lo stesso motivo, allora si smorzerebbe, ne divideremmo il peso. Ma sono sola, questo peso è mio e so che ci devo convivere. Forse un domani scomparirà, forse mi sentirò persa, forse sollevata. Per ora fa parte di me in maniera indissolubile.
mi spiace per questo post così riflessivo e triste, ma stasera sto così, domani è un altro giorno, si vedrà…
lunedì 13 settembre 2004
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:-D
RispondiEliminail bello è che sono quasi architetto anche io!!!
RispondiEliminanon ci sono parole per commentare questo post... solo una virtuale pacca sulla spalla e un mezzo sorriso come per dirti "hey, ce l'abbiamo fatta"...ma noi più di qualunque altra persona sappiamo che è una cosa che ti resta, che ti marchia a fuoco e non ti abbandona più. Il mio odio l'ho già fatto sbollire...con la rabbia che insieme al canto mi ha dato forza.Rabbia e indifferenza verso quell'uomo che ero e sono costretta a vedere.E a giorni torna fuori...che nemmeno sai spiegarti perchè.un giorno lo guardi e non ci pensi proprio, il giorno dopo lo vedi e vorresti tirargli un vaso di fiori in faccia...e sarebbe poco.Ho messo anni...a trovare la pace con me stessa.Perchè era l'unica che potessi permettere.A lui?MAI!
RispondiEliminaMi hai trasmesso l'ira ma anche la serenita' di sapere che hai vinto la tua sfida e che da adesso in poi, te lo auguro, tutto sara' diverso.
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