venerdì 4 luglio 2008


BVT


 


La BVT è una nostra vicina. Una quasi ex vicina, poi. In realtà la BVT si chiama L, è simpatica (più o meno), ama raccontarti tutte le disgrazie della sua famiglia affinché tu non te ne possa perdere neanche una, è una di quelle logorroiche con l’autoreverse e ha un marito e due figli.


Il figlio minore ha, credo, 6 o 7 anni, uno sguardo da figlio di puttana che da queste parti è rarità, è sboccato e indisciplinato. Quando è ora di cena la nostra zona si trasforma nel rione sanità perché la madre deve urlare tipo pesciarola per richiamare il figliolo al desco familiare.


Ora da sì tanta perla non che ci si potesse aspettare l’accademia della crusca, ma…
…ma un pomeriggio la fra stava facendosi allegramente i cavolacci suoi sul balcone quand’ecco che madre e figlio iniziano una discussione. L’argomento è la possibile permanenza in cortile del pargolo. La mamma gli dice che può starci 15-20 minuti perché poi lei deve andare via e lui con lei. Lui non ci sta e inizia a fare storie. A quel punto la mamma gli dice: ok allora rientri subito e in giardino non ci stai neanche quei 15-20 minuti. La fra era pronta al mega-applausone mentale per la presa di posizione genitoriale quando, perfettamente udibile dalla sua postazione, ecco giungere la risposta tra i denti del raffinatissimo bambino.


Brutta – Vacca – Troia
Ecco. Ora è possibile che la madre non abbia sentito bene, ma mi pare difficile… inoltre il tono era inequivocabile…ma un ceffone ben ma ben assestato no? Una sculacciata di quelle che stai in piedi una settimana, uno scappellotto…eccheccazzo qualcosa.


Nulla. Finta di niente.


Resta chiaro che da allora la nostra vicina noi la si chiami BVT.


Si capisce che l’idea del trasloco diventa sempre più affascinante?


 


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