lunedì 26 maggio 2008

Che poi, mi scopro a pensare, certe cose, altre cose, una mamma non dovrebbe farle.
Io penso che una donna, come anche un uomo, siano liberi di vivere la propria intimità come credono anche se hanno dei figli...ognuno ha i propri spazi, la camera da letto è offlimits, punto.
Provo però orrore e raccapriccio per quelle che, con bimbo al seguito, continuano imperterrite a voler dare un'immagine di sé completamente incoerente col loro essere mamme. Quelle che si vestono da strappone, quelle che con le tette di fuori, quelle coi pantaloni a vita bassa col perizoma di tulle o le gonne girofica, col sandalo tacco 12 al limite del sadomaso, quelle truccate forte, pesante, quelle che c'hanno la scritta "guardami" luminescente sopra.
Ora, io capisco che essere una mamma non significa annullare la propria femminilità né tantomeno il proprio io...ma hai proprio necessità di uscire con la prole al seguito vestita così? voglio dire: vacci in discoteca lasciando i bimbi alla babysitter, oppure vestiti così per un'occasione speciale...
ma che bisogno c'è di essere una mamma fescion nella vita di tutti i giorni, nelle passeggiate il sabato pomeriggio, nella spesa alla coop, nella fila alla posta?
Ma queste donne non si rendono conto della visione distorta che trasmettono ai propri figli? nel loro essere sempre acchiappo-mode on non si sono mai minimamente fermate a pensare a che modello daranno loro? avremo così generazioni future di (ex) bambini che vedranno la donna come un oggetto di arredamento, che sottoporranno la fidanzata di turno allo stillicidio di un confornto perenne con una mamma sempre perfetta e stilosa, una mamma da esporre, una che senz'altro non ha mai giocato per terra col figlio né s'è mai messa a cucinare con e per lui. Una mamma quattrosaltiinpadella.
Oppure bambine che bambine non lo sono state mai. Perché a 8 anni le mandiamo in giro con la pancia scoperta e la cintura di strass, perché il primo tacco lo porteranno alle elementari, perché saranno sempre vestite alla moda e dovranno per sempre mentalmente competere con l'immagine perfetta della mamma di cui sopra.
Una generazione di possibili coglioni e troiette. Un bel guadagno generazionale, non c'è che dire.
C'è un bimbo all'asilo con l'enp che è firmato dalla testa ai piedi. Porta i jeans a vita bassa per far vedere l'elastico della mutanda griffata, l’ho visto coi miei occhi. Se ti fa notare la sua maglietta, griffatissima, e tu minimizzi dicendo che sì è carina, sì è colorata, sì quello che vuoi ma in fondo è una maglietta…lui ti guarda inorridito e ti dice che è di dolceegabbana. Ha 3 anni e un futuro stiloso davanti a sé: un bimbo fortunato, non c’è che dire.

E io sarò bacchettona, sarò quello che volete, ma credo che in questo ci sia qualcosa di profondamente sbagliato. Che dietro a tutto ciò c’è quel famoso realizzarsi attraverso i figli, quel volerne fare dei vincenti, dei “forti”. Peccato che poi magari questi “vincenti” te li trovi sul lettino dello psicanalista quando si accorgono che è tutta corazza, che è tutto fumo.

Credo che nessuno ti obblighi con una pistola alla tempia a fare dei figli, credo che i figli siano una scelta (e smettiamola con questa storia che i figli capitano, che è una scusa troppo facile) e che proprio per questo i figli devono essere cercati quando si è maturi per crescerli e per dargli veramente qualcosa. Per dargli una famiglia, per dargli un’immagine positiva di sé stessi e della vita, per dargli la capacità di scegliere la strada migliore: non la più facile, non la più difficile, semplicemente la migliore per loro.

Credo che quando scegli di diventare madre, scegli un percorso di vita, scegli e accetti la responsabilità della crescita e dello sviluppo caratteriale, intellettivo e sociale di altri esseri umani, scegli di diventare un modello. Non si è pronti a diventare genitori quando la coppia non ci basta più, si è pronti quando si è consapevoli di questo.

E una mamma agli occhi del figlio non può essere un oggetto sessuale, non può essere una modella, non può essere un’amica. Queste cose i figli se le troveranno da soli, crescendo, al di fuori della famiglia.

Una mamma è una che gioca, che fa i biscotti, che ti fa ridere, che ti consola, che ti consiglia, che ti educa, che ti insegna ciò che è giusto e ti corregge se fai qualcosa di sbagliato, che sa dare l’esempio, che generalmente quando ha tempo lo dedica ai figli e non a dare un’immagine di sé che coi figli stessi ben poco ha a che fare.

A me pare, sempre di più, che in questa società c’è un gran bisogno di mamme. Ma di mamme vere e consapevoli, però.

9 commenti:

  1. concordo signora mia, concordo.
    senza considerare che, da quel che vedo, in giro e nei negozi c'è proprio la fiera del cattivo gusto.
    saranno pure griffate d&g, ma comunque un certo "abbigliamento" non è molto lontano da quella poveraccia che "cammina" sulla salaria la notte.
    Brava fra, un post davvero da incorniciare.

    (p.s. guarda 'sto blog, io non riesco più a farne a meno!

    http://www.malvestite.net/)

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  2. In realtà sarebbe il caso di non conciarsi come clown/baldracche anche prima di diventare mamme. Cioé, in generale, un po' di autostima, mica c'è bisogno di combinarsi così per essere appetite.

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  3. in linea generale concordo con te. anche a me fanno effetto certe mamme. io sono sempre stravaccata per terra con gioele e cucino i biscotti, appunto. e concordo in pieno con quanto dici del senso di responsabilità e dell'essere presi a modello. io me lo sento tutto, il senso di responsabilità, ed è bellissimo. una scelta, appunto.
    però. però io non lo mica cosa passa per la testa della tizia tacco 12. magari è un'ottima madre al di là delle apparenze. magari cucina biscotti e in casa ha i piedi impolverati.
    sul bimbo griffato, inorridisco. anche perchè i bambini per definizione si devono sporcare. e non ce la vedo una mamma d&g che lascia sporcare la maglietta nuova del pargolo. questo sì, è inquitante. mio figlio coi capi oviesse ci sbrodola sopra la fragola e io rido con lui. riderei anche se avesse indosso un maglione timberland, eh! sono una scriteriata.

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  4. Al lavoro vedo mamme di tutti i tipi e anche quelle vestite in tuta e con due baffoni ignorano i bambini li lasciano toccare tutto come fosse casa loro o li maltrattano...
    Secondo me l'abito non fa il monaco... :)
    Tu parlavi di equilibrio tra ruolo donna e status di madre e secondo me infatti avere una madre che non si cura di se' trasmette un valore altrettanto cattivo di avere una madre strappona... per fortuna ci sono le vie di mezzo.
    Quanto alle marche sui vestiti dei bimbi... io non ho che poche cose firmate (e intendo tipo ferrone non tipo guess) ma se una famiglia puo' permettersi di investirvi tanto, per ora, non me ne farei un problema.... quando e se avro' un bebe' forse cambiero' idea. :)

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  5. A me quello che sfugge è come facciano a rincorrere i figli col tacco 12 o con calzature simili.

    Io da quando ho le creature sono sempre con le scarpe da tennis e pronta allo scatto improvviso, manco fossi pronta per Pechino (con un cicinino di sovrappeso, ok...) oh, poi magari sono le mie che sono due pazze sciroccate che si catapultano in situazioni rischiose quando non devonoe queste c'hanno tutte i figli-soprammobile che non si muovono.
    Boh...

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  6. @la: grazie!
    @reo: lo so, ne sono la dimostrazione vivente!
    @ lenticchia: io non le giudico cattive mamme, dico che però danno ai loro figli un'immagine assolutamente distorta della femminilità
    @ mela: l'abito non fa assolutamente il monaco, è come ho scritto sopra, una questione di modelli che dai. essere una buona madre non passa dai vestiti ma come ci si pone direi di sì
    @ infatti, me lo chiedo anche io come facciano ^^ e se tanto mi da tanto anche l'enp sarà un pazzo scalmanato come le tue ^^'

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  7. Bah...concordo e non su quello che hai scritto...
    Ho un bimbo di 8 anni e FINALMENTE ora posso rimettermi i tacchi alti...sentirmi nuovamente femmina, di sicuro non per apparire...per essere corteggiata o per pavoneggiare....credimi che è proprio un modo di essere...cosi' ci nasci.
    Che poi...se sei pure carina ecco che scatta la fatidica frase che sprizza invidia da tutti i pori..."Occorrerà vestirsi cosi' per fare la spesa?" Vuoi la mia risposta? SI Si e SI se ci si sente bene con se stessi (come altre probabilmente con la tuta e le scarpe da ginnastica)
    Se poi parliamo di firme e di vestire dei bimbi come manichini solo per far notare agli altri che si ha la possibilità di spendere...ah allora siamo d'accordo.
    Perdonami...concorderai con me che il modo di vestire non ha mai reso migliore o meno un genitore e al di la...della gonna corta...delle scarpe da ginnastica o dei sandali vertiginosi....esistono dei valori che van ben oltre a queste cretinate.
    Ho 40 anni..ho smesso di lavorare pur di poterlo seguire al meglio il mio cucciolo...facendo anche dei grossi sacrifici...l'ho voluto con tutta me stessa e se mi devo buttar a terra solo per farlo divertire...lo continuerò a fare...ora pero' con i miei tacchi da 10 cm ^___^

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  8. Pardon...non ho lasciato la mia firma...scusate ^___^

    AnDrY

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  9. @ AnDrY: io invece l'immagine di sé che una donna dà a suo figlio la considero importante. e non è il tacco 12...basta che il tacco 12 non ti impedisca di correre dietro a tuo figlio.
    francamente una mamma può vestirsi come gli pare ma vedo intorno a me molte mamme moooolto volgari. non serve il filo del perizoma in vista apposta. perché quello, a mio parere, fa tanto zoccola e poco madre.
    ben venga il tacco 12 e il vestirsi da femmina ma con buongusto e dignità e soprattutto insegnando ai propri figli che un vestito è un vestito e tale deve rimanere. una che provoca il genere umano maschile intero col suo abbigliamento a mio parere ben poco c'azzecca con l'essere madre. e, ti ripeto, ne vedo veramente tante, troppe.

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