30 NOVEMBRE 1989
Era un pomeriggio freddino niente male, buio, quando l'inverno era ancora inverno e dovevi uscire coperto come un esquimese. 18 giorni prima un ragazzino e una ragazzina, tredicenni entrambi, s'erano conosciuti e piaciuti e s'erano "messi insieme". Il che aveva comportato qualche casto bacetto sulle labbra, il prendersi per mano e l'aspettarsi a scuola. Niente di più. Quel giorno, quel pomeriggio, la classe della ragazzina sarebbe andata a teatro, Pirandello, "così è se vi pare". Il ragazzino, per stare insieme a lei decise che sarebbe andato anche lui, chiedendo permessi speciali, immagino.
Il ragazzino e la ragazzina quel pomeriggio litigarono per futili motivi, futilissimi. Sull'autobus del ritorno fecero pace, vicini vicini. Si giocava a quel gioco stupido e tremendamente eccitante chiamato "obbligo o verità". Un turno, un obbligo, un bacio. E la sorpresa, l'emozione, la gioia, il pudore di un bacio che li ha fatti grandi e li ha resi complici per la prima volta. Un bacio nel contorno di un autobus pieno, coi compagni a sgnignazzare, con una prof di italiano che si avvicinava. Un bacio di respiri sincroni, di cuore che batte veloce per la prima volta e non sai perché, un bacio umido, caldo, il loro primo bacio.
La nostra storia è diventata maggiorenne, auguri amore.
commozione!
RispondiEliminaauguriiiii!!!!!!!!!!
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Un traguardo invidiabile! Auguri ai futuri consuoceri ghghghgh
RispondiEliminaMaremma, voi mentre quasi tutti festeggiano il terzo o quarto anniversario, festeggierete tipo le nozze di iridio! (io, tuo coetaneo, nell'aprile del 1989 mi innamorai di una ragazzina. Solo che non mi baciò, e oggi è una mia amica fraterna, peccarità, non ci lamentiamo, eh)
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