BILANCI...MONDIALI
E siamo di nuovo a dei Mondiali di calcio. Di nuovo a sospirare, arrabbiarci, sperare e sentirci parte di qualcosa in cui negli altri giorni non crediamo. Spolveriamo lo spirito patriottico. E per fortuna che ci sono gli europei!
Era tanto che non seguivo la nostra nazionale. Due anni fa ero troppo schifata da totti-lama style, quattro anni fa mi stavo per laureare e tra nonno in ospedale il prof che negava e un progetto che non riuscivo a seguire, il calcio erano l’ultimo dei miei pensieri…
e siamo a sei anni fa…gli europei...
sei anni fa Tiz era appena partito ed ero sola e rabbiosa. Per la prima volta la nostra storia subiva un distacco fisico superiore ai due giorni, fu devastante. Nella prima estate del nuovo millennio successe di tutto. Io e Lei eravamo sole ed arrabbiate. E ci sentivamo bene. Fu un’estate di cornetti caldi al cioccolato alle 3 del mattino, di canzoni fino all’alba, di erba, tanta, di tante cazzate. Fu l’estate di Boissy, delle nostre storielle erotiche in rima. Fu un’estate in cui non erano gli squilli del mio uomo a farmi tremare. Fu un’estate in cui sia io che Lei mettemmo in gioco tutto quello che di sentimentale avevamo in quel momento. Lei metteva tacchi alti per chi non meritava neanche le infradito, io ero tanto, ma tanto, confusa. Amavo il mio uomo ma mai come in quell’estate capii che lo stavo dando per scontato. Per Lui sapevo che sarei andata bene anche orba, senza gambe, grassa…lo sapevo, mi ha sempre amata. Forse, nel momento in cui lui aveva fatto, da solo, una scelta che ci avrebbe condizionato entrambi, volevo mettermi in gioco, per la prima volta, a prescindere da Lui. E lo feci. Morsi spalle che non avrei neanche dovuto guardare, giocai, giocai, giocai…e piansi, nella cucina di Mile, parlando con il “mio” Sir, parlandogli di Lui, della nostra storia. Per inciso, l’unico contatto tra noi fu quel morso sulla spalla. Fu un periodo abbastanza particolare: mi sentii molto viva, come non mi ero sentita mai, molto vuota quando mi accorsi che non si vive di adrenalina (almeno non io), molto più cosciente di me. Mi ricordo la telefonata a Specchio: lo stupore, la sua rabbia…ma come? Cosa ti ha spinto a valutare un tradimento che ti propongo da più di un anno? Non lo so. L’adrenalina? Il gioco? La mancanza del mio uomo? Eppure fu vera gioia quella che provai quando mentre mi interrogavano per l’esame di tecnologia del recupero edilizio, a settembre, mi girai e vidi Tiziano, lì, ancora in divisa, bellissimo, e finito l’esame corsi tra le sue braccia, che erano e sono ancora il posto più bello in cui sto. Quell’estate passò e con essa tutta l’adrenalina. Fui sola per tutte le estati a seguire ma non provai più neanche la minima necessità di qualcosa di diverso…
ripenso a questo perché l’altra sera, mentre stiravo, mi sono rivista l’ultimo bacio e mi sono ricordata delle sensazioni e di quanto m’ero sentita una troia nel raccontargli dei cornetti, delle canzoni e del morso. Di come l’avessi fatto una sera all’uscita dal cinema (forse il film era proprio quello…), di come mi fossi vergognata a guardarlo negli occhi. E non per il morso… per il cuore che accelerava per telefonate non sue… mi piace pensare che è anche grazie a questo che ora siamo qui, mi piace ripensare a quel periodo perché è stato forse il periodo più bello che ho passato con Lei e sicuramente il più confuso anche con Lei: pieno di cose che non capivo e di sentimenti che non volevo accettare. Mi piace rivedermi adesso e scoprirmi serena e decisamente più proiettata nel futuro…e ho di nuovo Lui e in un certo qual modo anche Lei…
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