lunedì 10 ottobre 2005


MALINCONIA


Ci sono giorni in cui vengo colta da una sorta di malinconia. come un'improvvisa consapevolezza che questa, questo luogo geografico, non è casa mia. E allora mi manca il profumo del fornaio e le vetrine che iniziano a parlare di Halloween prima e di Natale subito dopo. Mi manca il modo di vivere romano, potrei dire.
Poi mi rendo conto che non è vero. che non posso affatto dire che mi manca il posto in cui vivevo. mi manca il posto in cui vivevo anni e anni fa. un po' come se la lontananza avesse cancellato tutte le sensazioni sgradevoli e i guai che vivere in quel posto mi hanno provocato (provincia selvaggia, verrebbe da dire) e mi fossero rimasti solo i ricordi belli. ricordi di bambina, in realtà: gli zampognari a Natale, la gioia della neve, l'odore del pane (così diverso da quello di qui), i prati vicino al lago pieni di margherite...tutte cose che ora, ai Castelli non ci sono comunque più. cose che mi piacerebbe poter trasmettere a qualcuno ma trovo cinismo e inconsapevolezza nelle persone che mi sono accanto. la maremma è strana: da una parte le persone fiere e consapevoli delle proprie origini paesane e contadine, che difendono le tradizioni e scandiscono il tempo in fiere di paese dove ognuno dal vecchio al bambino ha il suo ruolo; dall'altra quelli che vendendo la terra, o speculandoci sopra, hanno fatto i soldi con troppa facilità e ora hanno la spocchia del neo-arricchito. da una parte gente che lavora e ha gli occhi puliti, dall'altra gente che non si capisce che lavoro faccia e ha gli occhi sfuggenti, da un lato negozianti di paese che ti sorridono quando entri e dall'altra gelatai che si scocciano se gli chiedi perfavore di farti un gelato. per ora, tutta la gente che ho trovato disponibile non è di qui. forse è un tacito accordo tra noi "forestieri". la prima cosa che mi dicono in un negozio è "ma tu non sei di qui" (e io non ho neanche l'accento marcato) come a segnare il territorio e a dire che non sarò mai parte della realtà del luogo. tracciando il bilancio di questi quasi 10 mesi qui devo dire che la maremma è bellissima, i maremmani molto meno. ma quello che meno sopporto è l'indolenza. Roma, come i Castelli, sono un inferno dantesco in cui se non incastri ogni cosa poi non combini nulla. qui è il netto contrario. alla posta di Follonica se hai 4 persone davanti ci metti un'ora perché l'impiegata deve sistemare il su' figliolo e quindi fa vedere la foto alla ragazza carina che sta servendo, roba da dargli fuoco, a quella cretina. voglio dire, capita dappertutto però qui è un'abitudine diffusa (come quella più si guadagna meno ci si lava, pare) e quello che mi manda in bestia è che se a comportarsi in modo analogo sono i napoletani diventano "nullafacenti" mentre i toscani "sanno godersi la vita" alla faccia dei pregiudizi!
facendo un bilancio non riesco proprio a riconoscermi in questa realtà e meno che mai in quella che ho lasciato...sono un po' malinconica ma, in finale, non so di che...


3 commenti:

  1. Uff, ti capisco, c**** come ti capisco. Voglio tornare a Roma anch'io :""("

    Bella la foto del post di prima, stai proprio bene! Complimenti, trasmetti tanta felicità. Ti ammiro :)

    Mr. Pink

    RispondiElimina
  2. Sai cosa dico io a gente che se ne esce così? F******!
    Pensa che io ho ancora 14 giorni di ferie, più un 40 ore da recuperare per esser stato in ufficio oltre orario. Ed ora che sto chiedendo qualche giorno mi fanno anche le battutine. Se pensano che me la prenda si sbagliano di grosso: ricambierò le battutine quando toccherà a loro.
    A presto.

    CLD

    RispondiElimina