giovedì 10 febbraio 2005

Sono una pessima amica. È un po’ che ci penso…
non riesco mai a dire ai miei amici quello che penso se è in contrasto con la felicità che stanno vivendo. E così mi ritrovo dopo a pensare che avrei potuto dire, che avrei potuto fare, che avrei potuto evitare sofferenze, magari. Ma come fai a dire ad una delle tue più care amiche che il suo ragazzo è una delle più grandi teste di cazzo che hai conosciuto. Come fai a dire ad una persona che ha gli occhi a cuoricino H-24 che l’altro non la guarda con gli stessi occhi, come si fa a dire ad una persona che vive gli stessi identici sentimenti e desideri di maternità che hai tu, che l’altro non glieli esaudirà mai? Come si fa a dire ad una persona innamorata che mette prima di ogni altra cosa lo star bene e a suo agio dell’altro, che l’altro non è in grado di apprezzare lo sforzo perchè pensa solo a se stesso…come si fa, spiegatemelo perché io, cazzo, proprio non sono capace. Non sono stata capace, e ora mi sento un verme. Io odio i condizionali passati, di solito reggono le avversative e vuol dire che avresti potuto/dovuto/fatto ma. E quel ma è un macigno.
da una parte penso che forse dicendole le mie impressioni, lei, innamorata, avrebbe continuato a vedere le cose per come le voleva vedere e poi se avesse ripensato alle mie parole si sarebbe sentita peggio, del tipo “e me lo avevano pure detto”…
mi rendo conto di aver sbagliato anche se in assoluta buona fede. Il fatto è che sto male quando le persone cui voglio bene non sono felici o non vengono trattate come meritano, figuriamoci quando penso che avrei potuto in qualche misura evitarlo o ridimensionarlo.
nel caso specifico ho avuto anche paura di essere stata non imparziale. Per me la mia amica e il suo precedente ragazzo (mio amico anche lui) erano come marchellalla di Fabioefiammesca memoria. E li ho sempre visti come una ripetizione della coppia mia e di Tiziano. Quando si sono lasciati sono rimasta quantomeno incredula. E avrei voluto parlare con lei in quel momento. Non che il mio parere potesse cambiare qualcosa; allora pensai che non fossero fatti miei e che se lo avevo saputo non da lei ma da radioserva3 probabilmente lei non voleva/non se la sentiva di dividere questa cosa con me. Mica mi sono offesa, peraltro. Però pensarla con un altro che non fosse lui beh, mi faceva proprio strano. Le voglio molto bene e quando ho conosciuto il suo nuovo ragazzo ho cercato di mettere quel mio pensiero in un cassetto remoto del mio cervello. Ma le cose non andavano come io pensavo e volevo andassero. Lei è una delle persone maggiormente capaci di amare e di darsi che io conosca, lui, alla mia prima impressione, no. Tutto qui. Ma non sono stata capace di dirlo. Certo parlarne per telefono non è il massimo, però avrei potuto scriverle. E invece sono rimasta a dividere le mie impressioni con Tiziano, come faccio su qualsiasi argomento.
bell’amica che sono…

3 commenti:

  1. ma quanto sei scema ciccia mia.
    se tu mi avessi detto qualcosa, io non ti avrei dato retta o comunque lo avrei giustificato.
    ma tu sei e sarai sempre una VERA AMICA per me. perchè mi ascolti, perchè mi stai vicina, perchè mi vuooi bene e mi coccoli..e per mille altri motivi ancora.
    un bacio tesò!

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  2. Secondo me sei stata rispettosa nel tuo modo di fare, di comportarti; cosa dovevi fare, scusa, prenderla da parte e intrometterti pesantemente? Secondo me no...nel senso che se un'amica ti chiede un parere spassionato, con il dovuto tatto, MA PUOI cercare di dirle qualcosa. In caso contrario non è il caso. Lo so, è difficile veder "sbagliare" qualcuno e rimanere impassibili, la voglia di avvisare e prevenire a volte è massima, tuttavia certe cose è bene che la persona le capisca da sè, vivendole; dette in anticipo da qualcun altro avrebbero un sapore sinistro.
    :-) ciao!

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  3. Capita anche a me... ma penso anche che forse non sarebbe cambiato un bel niente e l'avresti solo resa triste prima del tempo. Forse... non so.

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